
Cos’è una Comunità Energetica Rinnovabile (CER)?
Immagina un condominio. Non di appartamenti, ma di persone, imprese e istituzioni che decidono di produrre energia insieme, condividerla e trarne beneficio collettivamente. È esattamente questo una Comunità Energetica Rinnovabile.
Una CER è un soggetto giuridico autonomo — nella forma tipica di associazione, cooperativa o altra entità senza scopo di lucro — costituito da cittadini, piccole e medie imprese, enti locali, cooperative, associazioni, enti religiosi o del terzo settore.
Il filo che li unisce non è la vicinanza fisica degli edifici, ma la connessione alla stessa cabina primaria della rete elettrica di distribuzione locale.
Il principio è semplice: chi produce più di quanto consuma mette l’eccedenza a disposizione della comunità. Chi consuma più di quanto produce attinge dall’energia condivisa. Il GSE misura, certifica e remunera questo scambio virtuale attraverso la tariffa incentivante, riconosciuta per 20 anni.
Chi può farne parte
La platea è ampia per design. Possono aderire a una CER:
- Persone fisiche — proprietari o inquilini di immobili nell’area della cabina primaria
- PMI — piccole e medie imprese con impianti o punti di consumo nell’area
- Enti locali — comuni, amministrazioni pubbliche, scuole, ospedali
- Terzo settore — cooperative, associazioni, enti religiosi, organizzazioni ambientali
L’unico vincolo strutturale è che tutti i punti di produzione e consumo siano connessi alla rete tramite punti di connessione sottesi alla stessa cabina primaria.
Non servono cavi dedicati, infrastrutture proprie o modifiche agli impianti esistenti: tutto avviene sulla rete pubblica già esistente.
Come funziona in pratica
Ogni impianto di produzione (tipicamente fotovoltaico) viene registrato nella configurazione CER tramite il GSE.
L’energia prodotta e immessa in rete viene confrontata con i consumi dei soci: la parte che coincide temporalmente — energia prodotta e consumata nello stesso momento nell’area della CER — è l’energia condivisa, su cui maturano gli incentivi.
Non è necessario consumare esattamente quando si produce. Il meccanismo di calcolo del GSE lavora su base oraria e remunera la quota di energia virtualmente condivisa tra i membri.
Gli incentivi vengono erogati dal GSE su base annuale, a conguaglio.
I vantaggi concreti
Risparmio in bolletta
L’energia condivisa riduce quanto ogni socio acquista dalla rete. Meno prelievo dalla rete significa bollette più leggere, in modo proporzionale alla quota di energia condivisa ricevuta.
Tariffa incentivante GSE
Per ogni kWh di energia condivisa, il GSE riconosce una tariffa incentivante per 20 anni. È una rendita stabile, non legata all’andamento del mercato energetico, che migliora significativamente il ritorno sull’investimento degli impianti.
Contributi a fondo perduto
Per chi installa nuovi impianti all’interno di una CER sono previsti — o lo sono stati fino a recente esaurimento dei fondi PNRR — contributi fino al 40% delle spese ammissibili. Restano attivi altri canali come il Conto Termico 3.0, che dal 2025 include le CER tra i beneficiari.
Indipendenza energetica
Produrre localmente significa dipendere meno dalle fluttuazioni del mercato energetico globale. Una CER ben strutturata aumenta la resilienza energetica del territorio.
Impatto sociale e ambientale
Il valore non si misura solo in euro. Una CER rafforza i legami tra chi abita e lavora nello stesso territorio, genera consapevolezza sui consumi, riduce le emissioni locali e può destinare parte dei proventi a iniziative di utilità collettiva.
Il quadro normativo di riferimento
Le CER in Italia sono disciplinate dal D.Lgs. 199/2021, che ha recepito la Direttiva europea RED II (2018/2001) sulla promozione delle energie rinnovabili.
Il decreto attuativo che ha definito le regole operative e gli incentivi è il Decreto CACER (D.M. MASE n. 414 del 7 dicembre 2023), in vigore dal 24 gennaio 2024.
Vuoi sapere come entrare in EOS CER o verificare se il tuo immobile è compatibile? Contattaci — la valutazione preliminare è gratuita.